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La riverberazione dipende
dalla riflessione multipla dei suoni sulle pareti ed è importante per una buona
audizione: tempi troppo lunghi (locali molto riverberanti) o troppo brevi
(locali sordi) producono entrambi suoni sgradevoli.
Il tempo di riverberazione
dipende essenzialmente dalla natura delle pareti, imbottiture fonoassorbenti lo
fanno diminuire, superfici lisce e dure lo fanno aumentare.
Si misura a partire
da quando la sorgente cessa di agire fino a quando la pressione sonora è ridotta
ad un milionesimo del valore iniziale, cioè è diminuita di 60 dB. Misure precise
del tempo di riverberazione si possono fare solo con apparecchiature complesse e
costose, ma una stima accettabile di esso può essere ottenuta attraverso un
procedimento matematico.
Poiché esso dipende dalla natura delle pareti, cioè dal
loro potere di assorbimento dei suoni, sono stati introdotti dei coefficienti di
assorbimento a, uno per ogni materiale di comune impiego e per ciascuna delle
seguenti frequenze: 500 - 1.000 - 4.000 Hz, misurati sperimentalmente come: a =
Ea/Ei, dove Ea = energia sonora incidente sul materiale, Ei = energia assorbita
(si trasforma in calore) ed Er = energia riflessa; Ei = Ea + Er (per la
conservazione dell'energia). a varia tra 0 ed 1 e da materiale a materiale. Se a
= 1 il materiale è totalmente assorbente dunque Ea = Ei , Er = 0; se a = 0 il
materiale è totalmente riflettente: Er = Ei , Ea – 0; se a = 0,5 come per
esempio per il polistirolo a 4.000 Hz metà della energia è assorbita e metà
riflessa.
Tramite il coefficiente di assorbimento, determiniamo l'area di
assorbimento equivalente A. Se si ha una superficie di area S di un materiale di
coefficiente a, essa equivale per quanto concerne l'assorbimento, ad una
superficie dì area A = S x a di materiale completamente assorbente.
Un ottimo
tempo di riverberazione deve essere di solito di 0,5 secondi, se è minore,
occorre rivestire parte delle superfici con materiali molto riflettenti
mentre se è maggiore occorre aggiungere materiali fonoassorbenti.
Essi
possono essere realizzati con materiali fibrosi come la lana di vetro, oppure
con apposite scatole di legno (cavità risonanti).
Oltre a queste opere
appositamente predisposte anche tende, tappeti, mobili (specie poltrone
imbottite) possono concorrere all'assorbimento e non ultimi gli stessi
ascoltatori, infatti in sale ampie e spoglie, quindi molto riverberanti, la
presenza di un folto pubblico agisce, anche in maniera determinante, in favore
di un buon ascolto. L'aver parlato di materiali fonoassorbenti non deve indurre
a pensare che l'unico problema da risolvere, per realizzare buone
caratteristiche acustiche dell'ambiente, sia di diminuire l'eccessiva
riverberazione.
Occorre raggiungere anche una diffusione dell'energia sonora in
modo che questa sia equamente distribuita in tutto il locale, specie in locali
pubblici dove gli ascoltatori sono molti e non si possono collocare in una
stretta area.
Questo è ottenibile mediante rilievi, cioè irregolarità
strutturali come colonnati, spigoli, fregi, mobili.
L'aumento in numero e la
loro corretta distribuzione degli altoparlanti concorre anch'esso alla equa
diffusione sonora, si pensi ad uno stadio, in cui gli altoparlanti sono messi
tutto intorno perchè tutti possano sentire.
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